Seduzione – Guida Pratica – Parte 3

Capitolo 2

Le fasi della seduzione

 

La seduzione è il punto di arrivo, la naturale conseguenza di un lavoro su sé stessi di crescita interiore che inevitabilmente si rifletterà anche su come gli altri ci vedono e sulle relazioni che instaureremo. Se non piacciamo a noi stessi non possiamo piacere nemmeno agli altri!

Il confronto, l’attenzione alle necessità altrui, il trasmettere interesse e una sensazione di accoglienza sono le basi fondamentali per entrare nella sfera del potenziale partner.

 

La seduzione, come ogni altra abilità, deve essere coltivata, sviluppata e allenata.

 

Per semplicità di spiegazione, possiamo suddividere la seduzione in fasi, utili per capire meglio i vari momenti dell’interazione tra uomo e donna. E’ bene ricordare che tale suddivisone non è meccanica ed inequivocabile, le fasi possono intrecciarsi e alcune di queste a volte vengono anche saltate.

 

Le fasi sono:

  1. Approccio
  2. Attrazione
  3. Rapporto
  4. Chiusura
  5. Relazione

La fase iniziale è quella dell’approccio in cui nasce un interazione da cui può scaturire la fase di attrazione. In seguito, si instaura il rapporto, in cui le due persone si conoscono meglio. Infine si ha la chiusura che determina la natura del rapporto che abbiamo instaurato che può essere di natura sessuale, amicale o sentimentale.

 

FASE 1: L’APPROCCIO

 

In molti durante la fase dell’approccio seguono un modello seduttivo imitativo, vale a dire che, una volta individuati quelli che per loro sono ottimi seduttori, ne studiano i comportamenti e li usano come spunto per replicarli o crearne di nuovi. Tale tecnica può portare o meno al successo ma comunque sia, è buona cosa affidarsi a sé stessi e mettere in campo il proprio essere piuttosto che comportamenti stereotipati.

Spesso quando ci si avvicina all’approccio lo si fa con due diversi tipi di mentalità, in abbondanza o in scarsità.

La mentalità di abbondanza si ha quando una persona ha la possibilità di poter conquistare molti partner grazie alle sue caratteristiche personali. Tali persone si sentono fisicamente rilassate ed emotivamente serene, con un atteggiamento aperto verso l’esterno. Non si ha paura del rifiuto e la relazione è vissuta senza angoscia e paure, in modo sano, completo e genuino.

La mentalità di scarsità si ha invece, quando non si ha fiducia in se stessi e nelle proprie capacità seduttive. Spesso in questi casi si vive l’angoscia dell’approccio o si prolunga la relazione esistente con il partner non perché lo si ama ma perché si è terrorizzati all’idea che, terminata la relazione, non si abbia la possibilità di conoscere e intrattenere nuove relazioni con altri partner. Naturalmente questo comportamento è dettato dalla paura di rimanere soli e ne deriva una relazione poco sana.

A livello emotivo, la mentalità di scarsità fa sentire il soggetto inferiore e poco adatto all’instaurare nuovi rapporti e nuove interazioni sociali, si vive nella paura di non farcela e di fallire.

Ovviamente, il potenziale partner non sarà attratto e preferirà dirigere la propria attenzione altrove.

Ne consegue che la mentalità vincente è la prima!

 

Quanti tipi di approcci esistono? Tendenzialmente due.

 

TIPO DI APPROCCIO NUMERO 1: L’APPROCCIO A CALDO

 

L’approccio a caldo si ha quando c’è qualcosa che lega i due soggetti, quando c’è già una conoscenza superficiale dovuta alla stessa cerchia di amicizie o ad un’entità esterna che può essere la stessa sede lavorativa, la frequentazione degli stessi luoghi o delle stesse persone e così via.

Il fatto di avere già una conoscenza superficiale dovuta a uno di questi fattori crea una sorta di vicinanza. L’approccio a caldo presenta altri vantaggi ma anche alcuni svantaggi.

 

VANTAGGI

  • Sensazione di vicinanza e di avere qualcosa in comune;
  • L’approccio non crea imbarazzo e non c’è ansia;
  • C’è già un clima di fiducia.

SVANTAGGI:

  • Rimanere ancorati alla propria cerchia sociale, non si ha la possibilità di sconfinare al di fuori dei soliti spazi e conoscere persone nuove;
  • Il potenziale partner si sarà fatto già un’idea di noi che a volte è difficile da modificare.

TIPO DI APPROCCIO NUMERO 2: L’APPROCCIO A FREDDO

 

L’approccio a freddo si ha quando si tenta di avvicinare un partner sconosciuto di cui non sappiamo nulla e che non sa assolutamente di noi. Questo naturalmente, è un approccio più audace, in cui non c’è la sensazione di fiducia che si manifesta nell’approccio a caldo.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

 

VANTAGGI:

  • Uscire dal proprio “mondo” e conoscere chi vogliamo;
  • Buon esercizio seduttivo;
  • Aumenta la sicurezza in sé stessi.

SVANTAGGI:

  • Più difficile;
  • Può creare ansia da approccio;
  • Mancanza della sensazione di fiducia iniziale che si ha nell’approccio a caldo.

Detto questo, è chiaro che la fase dell’approccio ha tendenzialmente due scopi. Innanzitutto avvicinarsi al potenziale partner e in secondo luogo, creare una situazione in cui si è a proprio agio.

La fase di approccio inizia quando ci si avvicina al potenziale partner e la propria presenza viene accettata. Questa fase non ha una durata standard, può durare dai 5 minuti ad un’ora, dipende dai soggetti coinvolti. Per farsi accettare ci sono delle regole che vanno rispettate, ad esempio:

  • Non invadere la spazio personale altrui avvicinandosi troppo o il contrario, lasciare troppo spazio tra noi ed il potenziale partner;
  • Sorridere, non solo con le labbra ma con tutto il viso;
  • Sostenere una conversazione interessante. Nel caso l’altro si annoi, è bene cambiare argomento;
  • Avere una conversazione equilibrata e paritaria in cui entrambi i soggetti coinvolti abbiano modo di parlare e di trasmettere informazioni su di sé;
  • Capire cosa prova l’altro e metterlo a proprio agio.

 

L’accettazione della propria presenza è facilmente intuibile da segnali non verbali, i segnali di interesse inviati dal partner:

  • L’altro ride;
  • Si gira con il corpo verso di noi;
  • Continua la conversazione con piacere.

Questi segnali iniziali sono indicatori del fatto che il partner ha accettato la nostra presenza. La  fase di approccio quindi è finita e può iniziare quella successiva, la fase di attrazione, in cui dal sentirsi a proprio agio si passa al provare una crescente attrazione.

 

FASE NUMERO 2: L’ATTRAZIONE

 

L’attrazione è portare il potenziale partner a vedere in noi qualcosa che lo spinge nella nostra direzione, un interesse naturale ed emozionale che lo attira, come la calamita fa con il ferro.

Come abbiamo precedentemente detto, possiamo capire dal comportamento del partner se prova un attrazione (fisica, mentale o emotiva) nei nostri confronti.

Ciò che ci aiuta maggiormente sono gli indicatori di interesse, quegli atteggiamenti positivi e di vicinanza che il potenziale partner ci dimostra.

I passi da compiere a questo punto sono 3.

 

PASSO NUMERO 1: CREARE UNA ZONA DI COMFORT

 

La zona di comfort è quello spazio in cui i due soggetti si trovano a loro agio e vivono una sensazione di fiducia. Ciò che contribuisce maggiormente alla creazione di una zona di comfort è la conversazione. La conversazione non deve essere mai forzata ma naturale e vivace, deve stimolare l’attenzione dell’altro verso di noi e l’interesse a proseguire. Buona regola è toccare più argomenti che consentano di capire quali sono gli interessi del partner e i suoi stati d’animo per poi usarli a nostro vantaggio attraverso le tecniche precedentemente spiegate ed altre che saranno presentate in seguito.

L’attrazione presuppone una sensazione di vicinanza che si crea con la conversazione. Per costruire comfort bisogna far leva sullo stato emotivo, far sentire che si è vicini all’altro e si è in grado di capirlo e di mettersi nei suoi panni per cui bisogna prendere il proprio spazio e lasciare spazio affinché entrambi i soggetti abbiano la possibilità di esprimersi, ascoltare attivamente e non dire tutto di sé. Ricordiamo che l’interesse e la curiosità del potenziale partner deve rimanere viva!

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PASSO NUMERO 2: STABILIRE UNA CONNESSIONE

 

La connessione è stabilita nel momento in cui l’altro sente di avere qualcosa in comune con noi che lo spinge nella nostra direzione. Come dice il detto “chi si somiglia si piglia”, vale a dire che ci si sente in sintonia con persone che hanno aspetti simili ai propri: interessi, credenze, visone del mondo. In questo contesto è utile assumere una posizione interna nel senso che esternare vulnerabilità ed insicurezze crea una maggiore affinità, un legame emotivo che va aldilà della semplice chiacchierata tra due persone.

Nel momento in cui tentiamo di stabilire una connessione possiamo utilizzare il tatto in modo naturale e spontaneo. Ad esempio se il partner sta parlando di una sua paura o insicurezza, il semplice poggiare la nostra mano sulla sua per un breve momento è utile per trasmettere vicinanza e comprensione.

 

PASSO NUMERO 3: ENTRARE IN INTIMITA’

 

L’intimità non è intesa solo in senso fisico ma soprattutto a livello mentale poiché se quest’ultima manca è difficile poter proseguire con le fasi successive. Se l’attrazione non è in primo luogo mentale non ci può essere un seguito. Entrare in intimità quindi, significa entrare in confidenza con l’Io del potenziale partner e rafforzare questo legame anche attraverso la sfera fisica, con un abbraccio, un bacio, una carezza.

 

La fase dell’attrazione è fondamentale per capire se si può andare avanti o se è bene fermarsi. In quest’ultimo caso il potenziale partner non interessato lancerà degli inequivocabili segnali.

I più importanti sono:

  • Evita di guardarci negli occhi;
  • Non partecipa alla conversazione e si limita ad un ascolto svogliato;
  • Si allontana o si gira per parlare con qualcun altro.

Se invece, il potenziale partner è interessato a noi, tramite la seconda fase dobbiamo ricavare una  prima impressione sul tipo di persona che abbiamo davanti e dedurre con quale sistema si rappresenta la realtà esterna ed interna. Sapendo quali canali sensoriali predilige possiamo poi comportarci di conseguenza.

Con chi ci stiamo rapportando?

Se il partner durante la conversazione predilige descrizioni, immagini, aggettivi e verbi legati alla vista è una persona visiva. In questo caso ad esempio, per modificare il suo stato d’animo dobbiamo evocare immagini e sensazioni, descriverle in modo tale che il partner possa visualizzarle nella sua mente.

Se invece, ricorre a descrizioni e sensazioni di tipo tattile è una persona cinestesica. Potrebbe essere utile, ad esempio, rafforzare alcuni concetti con la gestualità o con lo sguardo, toccare delicatamente la mano dell’altro per mostrare vicinanza.

La persona è auditiva se invece predilige i suoni e quanto è legato all’udito. Con il partner che predilige il mondo dei suoni, possiamo ad esempio creare delle associazioni tra una canzone e un momento passato insieme, oppure ancora modulare la nostra voce quando siamo al telefono.

 

FASE 3: RAPPORTO

 

Questa fase è quella in cui ci si conosce meglio e in cui si vede il potenziale partner anche in altri contesti, quali il ristorante, un bar per un aperitivo, una passeggiata in un parco.

In questa fase non bisogna strafare, si è ancora in uno stadio di conoscenza reciproca ed è meglio prediligere attività tranquille che consentano lo scambio di informazioni e la creazione di un set in cui non ci senta a disagio ma in uno stato di benessere, di tranquillità e sintonia.

In questa fase possiamo utilizzare determinanti strumenti per avvicinarci maggiormente al partner e interessarlo alla nostra persona.

 

STRUMENTO NUMERO 1: TRANCE IPNOTICA

 

Non ci riferiamo all’ipnosi come è tradizionalmente intesa ma a quel fenomeno che avviene in modo naturale e ci fa sentire concentrati sull’altro ignorando completamente altri stimoli.

La trance ipnotica si ottiene quando utilizziamo parole che evocano stati d’animo positivi, una sensazione di libertà, emozioni forti legate all’innamoramento. Utili allo scopo sono le domande evocative, nascoste e retoriche, l’uso di parole magiche e i comandi nascosti).

Ad esempio inserire nella conversazione parole come sincerità e libertà, induce il partner ad associare a queste parole determinati stati d’animo, e a sentirsi quindi libero di aprirsi, di parlare di sé stesso, di confidarsi, di sentirsi a proprio agio.

 

STRUMENTO NUMERO 2:  OSSERVAZIONE

 

È fondamentale imparare ed allenarsi a guardare la persona andando oltre l’aspetto, ciò significa che dobbiamo prestare particolare attenzione alle reazioni fisiologiche a stati di eccitazione, rabbia, interesse.

Ad esempio, quando una persona è nervosa potrebbe mordersi il labbro inferiore o giocherellare con le mani oppure ancora quando c’è qualcosa che non le piace potrebbe incrociare le braccia e chiudersi in sé, se si sente in imbarazzo il viso potrebbe diventare paonazzo.

Leggere e capire la comunicazione non verbale e para- verbale è utile anche per l’uso dello strumento successivo.

 

STRUMENTO NUMERO 3: SPECCHIARSI NELL’ALTRO

 

Man mano che ci si conosce può capitare di riconoscere nell’altro determinati aspetti di sé, scoprire di essere simili. Questa somiglianza fisica, verbale o emotiva deve essere rafforzata e calcata.

Il rispecchiamento può avvenire su diversi livelli: verbale (ricalcandone le parole, le espressioni e i modi di dire); para-verbale (ricalcandone il tono di voce, il volume, le pause); non verbale (ricalcandone la posizione, i movimenti, i gesti, il respiro).

Quando il rispecchiamento è naturale, il rapporto cresce, ci si sente maggiormente simili e in sintonia.

 

STRUMENTO NUMERO 4: COGLIERE I SEGNALI

 

I segnali che il partner ci invia sono feedback a cui dobbiamo assolutamente prestare attenzione per capire se è interessato a noi e a quello che stiamo dicendo.

I segnali più importanti sono olfattivi (se vediamo che l’altro si tocca il naso o ha pruriti in quella zona è interessata ai nostri argomenti poiché esiste una connessione tra mente e olfatto, e quando siamo interessati a qualcosa affluisce una maggior quantità di sangue nella zona del naso); legati al gusto (ad esempio portare le mani vicino alla bocca, mordicchiare una penna sono ottimi indizi di gradimento). Ci sono gesti invece, che denotano tensione come deglutire spesso o piccoli colpi di tosse sono dei veri e propri scarichi emozionali.

Naturalmente questi sono soltanto indizi per cui vanno valutati di volta in volta e a seconda del contesto.

 

STRUMENTO NUMERO 4: COMPLIMENTI

 

Tutti hanno bisogno e amano i complimenti, sono utili per confermare la propria personalità e rispondono al bisogno di ricevere attenzioni e gratifiche.

Inutile dire che i complimenti devono essere sinceri, meglio se non banali. Troviamo qualcosa di unico nell’altro e apprezziamolo, sarà un complimento maggiormente gradito.

 

STRUMENTO NUMERO 5: DISTORSIONE TEMPORALE

 

Con la distorsione temporale dobbiamo evocare nel partner delle situazioni immaginarie future nelle quali si è insieme. Il potenziale partner visualizzando la scena anticiperà la nostra presenza nel suo domani. Ad esempio, raccontando una nostra esperienza (un viaggio, un concerto, una mostra) con una semplice esclamazione poniamo noi stessi ed il partner in quel luogo tra qualche tempo.

Questa tecnica consenta al potenziale partner di capire le intenzioni altrui e di porsi nell’ottica della progettualità a due che può avvenire solo quando il rapporto è consolidato.

Quando il cervello elabora o crea una immagine futura, adegua i comportamenti in maniera tale da raggiungere quell’obiettivo che ha già vissuto nella sua testa.

 

FASE 4: CHIUSURA

 

Durante la fase precedente si delinea il rapporto con il partner e si traggono le somme.

A che punto siamo arrivati? Il partner ci piace, ci interessa? E noi gli piacciamo, lo interessiamo? L’iniziale attrazione si è mantenuta, è scomparsa o è cresciuta? Il partner fa per noi?

Rispondere a queste domande e capire se c’è un’intesa nelle risposte è fondamentale per passare alla fase 5, l’ultima, e capire di che natura è la relazione che stiamo costruendo.

Prima di arrivare alla chiusura, se proviamo interesse verso il partner è meglio non nasconderlo ma esplicitare e far intendere le proprie intenzioni altrimenti la relazione potrebbe assestarsi sul versante dell’amicizia piuttosto che su quello sentimentale.

 

FASE 5: RELAZIONE

 

A questo punto è ben chiaro che possono esserci tre tipi di relazione:

  • la relazione fisica basata esclusivamente su fattori sessuali che non include coinvolgimento emotivo;
  • la relazione amicale che prevede coinvolgimento emotivo ma non attrazione fisica;
  • la relazione sentimentale che include entrambi gli aspetti, attrazione emotiva e mentale ed attrazione fisica.

Naturalmente è possibile passare da un tipo di relazione all’altra anche se, nel caso in cui si indugia troppo sulla zona di comfort, ci potrebbe essere il rischio che il potenziale partner ci veda solo come un amico e, in questo caso, è difficile modificare la convinzione e la visione che ha di noi.

Seduzione – 5 Mosse Vincenti – Parte 2

REGOLA D’ORO NUMERO 3: DECIDERE DI SE’ STESSI

 

Parte delle convinzioni che abbiamo su noi stessi nascono da un evento cui abbiamo attribuito importanza, nel senso che, durante un particolare episodio siamo stati etichettati in un certo modo e da allora non abbiamo fatto altro che mettere in campo comportamenti che confermavano quella capacità o incapacità attribuitaci. Ad esempio se, dall’infanzia ci hanno definito come una persona introversa, col passare del tempo ce ne siamo così convinti da assumere comportamenti che confermano tale etichetta. Se pensiamo di essere timidi avremo comportamenti di chiusura, parleremo poco, non interagiremo, staremo in disparte senza buttarci nella mischia. Oppure ancora, se crediamo di essere ottimi cuochi, passeremo molto tempo in cucina, organizzeremo cene, frequenteremo corsi, compreremo libri. Questi esempi dimostrano come, con i comportamenti, assecondiamo e rafforziamo le convinzioni che abbiamo su noi stessi, siano esse frutto dell’influenza altrui o delle nostre credenze.

Naturalmente, il modo in cui gli altri ci vedono influenza la visione che abbiamo di noi stessi e, di conseguenza, le nostre convinzioni determinano le nostre azioni e i risultati che ne conseguono.

Quello che dobbiamo fare è vederci con occhi diversi, con i nostri occhi, senza lasciarci influenzare dagli altri.

Noi siamo quello che decidiamo di essere!

 

Essendo esseri umani siamo in grado di cambiare, di imparare. L’essere in un modo o in un altro dipende solo da noi, da ciò che desideriamo per noi stessi. Se vogliamo essere estroversi, socievoli, seduttori, carismatici, magnetici possiamo esserlo.

Come fare?

  • Ripeschiamo dalla memoria, ricordi e situazioni in cui abbiamo mostrato la capacità che ci interessa. Già averla messa in atto significa che è in noi e dobbiamo solo svilupparla.
  • Mentalmente proiettiamoci in situazioni in cui è richiesta tale capacità. Mettiamo a punto comportamenti idonei e coerenti con essa.
  • Alleniamoci ogni giorno alla flessibilità, all’elasticità mentale e comportamentale.

In tal modo, le nostre nuove credenze porteranno lo sviluppo di risorse che avevamo e tenevamo nascoste. Le nuove risorse genereranno azioni che andranno a confermare la nostra nuova credenza.

Saremo quindi la persona che volevamo essere e anche gli altri riconosceranno in noi la capacità sviluppata!

 

Per cambiare dobbiamo partire dalle convinzioni non dai comportamenti!

 

Se decidiamo di essere dei buoni seduttori, ogni volta col partner daremo il nostro meglio, seguiremo i consigli e le regole offerti da questo libro, non ci lasceremo sfuggire le opportunità, cercheremo di raggiungere l’obiettivo e diventeremo degli ottimi seduttori ai nostri occhi e a quegli degli altri.

 

REGOLA D’ORO NUMERO 4: STATI D’ANIMO

 

Per conquistare una persona, dobbiamo essere in grado di capire le sue esigenze emotive e di soddisfarle. Facciamo un esempio. Se un potenziale partner cerca soltanto una notte di sesso non sarà difficile accontentare le sue esigenze, legate puramente a fattori fisici e istintivi. Ma se invece, il partner è alla ricerca di una relazione stabile e duratura certamente nell’altro cercherà elementi che vadano oltre l’aspetto sessuale.

Dobbiamo quindi, essere in grado di capire cosa cerca l’altro, quali sono i suoi stati d’animo ed agire su di essi e sui fattori che lo influenzano. Per farlo è necessario comprendere quale immagine di sé ha il potenziale partner e modellare il nostro comportamento.

Mettiamo il caso che alla persona che ci piace è morto il cane. Sicuramente sarà triste e quando le chiediamo di uscire per un gelato la sua risposta sarà negativa. Sdrammatizziamo, facciamole sentire il nostro sostegno e la nostra vicinanza, modifichiamo il suo stato d’animo. Utilizziamo parole che evocano emozioni e ricordi più piacevoli, dalla tristezza consentiamole di passare ad uno stato d’animo positivo e, di certo, alla seconda proposta di andare a prendere un gelato accetterà.

 

Nel partner cerchiamo tutti un rapporto empatico!

 

Le storie di una notte, senza significato, interessano poco. Ciò che importa a gran parte delle persone è un rapporto durevole e significativo, la costruzione di un rapporto basato sulla vicinanza, la comprensione ed il sostegno. Ciò può nascere solo tramite l’empatia, sentirsi simili e in sintonia.

Come modificare gli stati d’animo altrui?

Nella mente di ognuno sono immagazzinati ricordi ed esperienze a livello conscio ed inconscio. Attraverso gli stimoli giusti dobbiamo evocarli e farli emergere. Di seguito ci sono alcune tecniche utili ad influenzare lo stato d’animo altrui.

  • Parole magiche e domande evocative: attivano immediatamente un processo inconscio e sono legate ad emozioni forti. Entrambe quindi rievocano stati d’animo intensamente emozionali. Ad esempio, possiamo chiedere “Sai quando ti trovi a tuo agio? Ti è mai capitato di innamorarti al primo sguardo? Come ti senti quando sei innamorato”. Queste domande portano il partner ad accedere allo stato d’animo che desideriamo evocare.
  • Domande nascoste: più che domande sono delle affermazioni vaghe che stimolano una risposta a livello inconscio. Ad esempio possiamo dire “Sono curioso di sapere se sai quanto appari rilassato e a tuo agio”, “Immagino che ti sarà successo di provare una sensazione di benessere in compagnia di qualcuno”.
  • Domande retoriche: sono domande a cui generalmente non si risponde con un si o un no. Dietro alla forma interrogativa c’è un comando diretto. Ad esempio “Ti andrebbe di sedere accanto a me? Ti dispiacerebbe tenermi la borsa?”.
  • Comandi negativi: attraverso la negazione possiamo suscitare nell’altro delle immagini e delle suggestioni che vanno a nostro favore. Ad esempio se io chiedo al mio partner di non immaginare una casa di campagna con un grande prato sul retro dove ci sono dei cavalli, lui immediatamente visualizzerà l’immagine nella sua testa. Attraverso la negazione generiamo un comando, possiamo portare l’altro a vedere o vivere uno stato d’animo.

Questi meccanismi, che spesso utilizziamo anche senza esserne consapevoli permettono di evocare stati d’animo o comportamenti che desideriamo nell’altro, consentono all’altro di immaginare la condizione che descriviamo ed eliminano le resistenze.

REGOLA D’ORO NUMERO 5: COMUNICAZIONE

 

Attraverso la comunicazione riusciamo a trasmettere all’altro chi siamo e cosa vogliamo.

Il linguaggio è il nostro complice per capire chi abbiamo davanti e instaurare un rapporto, sia esso di natura sentimentale che amicale.

Come abbiamo già detto, elemento fondamentale della seduzione è migliorare le condizioni emotive degli altri, standogli accanto e sostenendoli. In tal modo il legame si rafforza e diventeremo una persona importante nella vita dell’altro.

Durante le nostre conversazioni non devono mancare termini positivi, legati ad emozioni forti, come amore, serenità o fiducia. Tali parole vanno ripetute più volte affinché il partner possa accedere alle sensazioni e ai ricordi positivi e così facendo porsi in uno stato mentale sereno e positivo che influenza le successive decisioni.

La comunicazione non è solo verbale e in quanto tale dobbiamo prestare attenzione ai segnali lanciati dal nostro corpo. In primis, i due tipi di linguaggi non devono essere in contrasto tra di loro. Non possiamo affermare di essere delle persone serie ed affidabile se mentre lo diciamo scuotiamo il capo o siamo sbronzi.

 

I messaggi che inviamo devono essere congruenti!

 

In secondo luogo, dobbiamo imparare a leggere la comunicazione non verbale del partner e usare il nostro corpo in modo naturale e al contempo attraente.

Buona parte della comunicazione è non verbale (postura, gesti) o para-verbale (tono della voce…) per questo bisogna fare attenzione a come si usa il corpo e ai segnali che inviamo e che ci vengono inviati. Se ad esempio, siamo in un bar e stiamo parlando con una persona che ci attrae, dobbiamo mostrarci, sia verbalmente che non, positivi, allegri e solari, modulare il tono della voce, avere una gestualità appropriata, guardare la persona negli occhi. Trasmettendo messaggi verbali e non verbali coerenti avremo buone possibilità di rivedere l’altro.

Ricordiamo che la seduzione è armonia sia nella voce che nei movimenti: voce bassa e profonda, parlare lentamente e chiaro, gesti morbidi e contatti delicati ma sicuri.

 

Integriamo quanto detto finora con dei consigli pratici.

 

CONSIGLIO NUMERO 1: MASCHERE

 

L’aspetto fisico non è importante e gli abiti fanno e non fanno il monaco. Nel senso che non dobbiamo abbigliarci come se fossimo ad una festa di carnevale, rischieremmo non solo di suscitare ilarità e attenzione negativa ma non ci sentiremmo nemmeno a nostro agio.

Bisogna sempre curarsi (in primis per sé stessi) ed essere presentabili ma in linea con la nostra personalità. Se siamo delle donne  riservate e discrete è poco consigliato indossare abiti con spacchi e scollature vertiginose. Stessa cosa dicasi per gli uomini. Avete mai visto un uomo riservato avvolto in un boa di struzzo?

Un abbigliamento non troppo appariscente ma elegante e sobrio farà sempre una buona impressione, basta utilizzare solo qualche piccolo elemento che attiri l’attenzione.

 

I nostri abiti rispecchiano noi stessi!

 

CONSIGLIO NUMERO 2: FINZIONE

 

Non conviene far finta di essere chi in realtà non si è. Quando ci sforziamo di mostrare agli altri un’immagine di noi che non ci corrisponde, questa cade subito alla prima difficoltà. Fatichiamo a  recitare una parte che non ci appartiene.

 

La vera seduzione risiede proprio nell’essere sé stessi.

 

CONSIGLIO NUMERO 3: NON MONOLOGHIAMO

 

Per suscitare interesse in una persona dobbiamo dare un assaggio di noi stessi. Questo significa che non dobbiamo monopolizzare la conversazione raccontando in tutto e per tutto chi siamo e cosa vogliamo. Occorre mantenere viva l’attenzione dell’altro. Prendere il proprio spazio, offrire squarci interessanti sulla propria vita e lasciare un alone di mistero che susciti interesse e curiosità.

 

CONSIGLIO NUMERO 4: EMPATIA

 

Per agire sullo stato d’animo del partner e avvicinarci a lui spiritualmente, occorre spostare il focus dell’attenzione e dell’osservazione da noi stesso all’altro. L’empatia ci consenta di metterci nei panni dell’altro e immedesimarci nel suo punto di vista. Questo è possibile solo se riusciamo a capire e ad ascoltare in modo attivo, soddisfacendo il bisogno di comprensione altrui e riuscendo ad anticipare le sue emozioni e le sue reazioni.

 

CONSIGLIO NUMERO 5: LINGUAGGIO

 

Come anticipato tutto è comunicazione e il nostro corpo parla molto più delle nostre parole.

Quando siamo con il potenziale partner e stiamo conversando è indispensabile guardarlo negli occhi; fare cenni di assenso per sottolineare il nostro ascolto e la nostra partecipazione a quanto sta dicendo; parafrasare alcuni concetti quindi, ripeterli dimostrando attenzione e verificandone la loro comprensione; astenersi dal giudicare, i giudizi anche se positivi o costruttivi possono essere percepiti come un attacco o una critica.

 

CONSIGLIO NUMERO 6: RAPPORTO PARITARIO

 

Il partner vuole sentirsi unico e speciale, non superiore. Vuole un rapporto paritario in cui l’altro non si senta e non adotti comportamenti inferiori che ai suoi occhi risultano indice di una basse autostima. Gli atteggiamenti di inferiorità possono diventare sinonimo di “zerbinaggio” e il partner ne potrebbe approfittare chiedendo favori e sfruttando la situazione.

 

CONSIGLIO NUMERO 7: IMPARARE DAI PROPRI ERRORI

 

Non sempre ciò che intraprendiamo porta al risultato sperato, all’obiettivo che ci eravamo prefissati ma questo non deve demoralizzarci. Avere una relazione con un partner significa condividere e costruire con lui momenti e emozioni significative, crescere insieme.

Non tutte le relazioni resistono al tempo e ai problemi e non tutti i tentativi di seduzione vanno a buon fine ma bisogna imparare dalle proprie esperienze per non commettere nel futuro gli stessi errori. Guardiamo ai nostri sbagli come uno stimolo piuttosto che come a un fallimento. Sono proprio i nostri sbagli a rafforzare la nostra identità, a farci crescere e a spingerci verso il miglioramento.

 

Il successo nasce sempre da un fallimento!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In sintesi:

 

  • Seduttori si diventa. Nella vita possiamo essere ciò che desideriamo. Modificando le nostre convinzioni possiamo sviluppare nuove risorse e nuove capacità in grado di influenzare i nostri comportamenti, la nostra autostima e la visione che gli altri hanno di noi.
  • Per sedurre o essere sedotti l’aspetto fisico passa in secondo piano. Quando le persone sono alla ricerca di un rapporto sentimentale, sono interessate all’essenza della persona, non all’estetica.
  • Diamo spazio alla comprensione e all’ascolto attivo per creare un rapporto empatico in cui ognuno riesca a porsi nei panni dell’altro. L’empatia rafforza i legami e agli occhi dell’altro diventiamo una persona importante da cui ricevere (e anche dare) sostegno, comprensione e vicinanza.
  • Tutto parla. I nostri gesti, lo sguardo, la postura… Osserviamoci allo specchio, proviamo a dialogare con noi stessi e modifichiamo il linguaggio non verbale e para- verbale che denota chiusura, insicurezza, negatività. Dosiamo la gestualità, guardiamo sempre negli occhi il nostro interlocutore.
  • Durante le interazioni seguiamo il paradigma O.N.B.R.A.:

Opportunità (cogliamo le situazioni e sfruttiamole a nostro vantaggio per raggiungere l’obiettivo);
Narrazione (volta all’immedesimazione degli attori nei racconti e nelle esperienze altrui);

Buonumore (mantenere un atteggiamento positivo e allegro);

Rievocazione (rievocare nel partner stati d’animi produttivi);

Ascolto (siamo partecipi attivamente ed emotivamente quando ascoltiamo il partner);

  • Non fingiamo, attraverso l’abbigliamento, i comportamenti e la gestualità, di essere chi non siamo. Essere sé stessi, accettarsi e apprezzarsi sono i principi cardine da cui partire per piacere anche agli altri e conquistarli;
  • Non lasciamo che i nostri errori ci limitino. Usiamoli come base per osservare noi stessi e migliorarci.

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Seduzione – 5 Mosse Vincenti – Parte 1

Capitolo 1

L’inizio…partire da sé stessi

Che tu sia uomo o donna, sposato, single o fidanzato ti sarà sicuramente successo di provare dell’interesse verso qualcuno e non sapere come  avvicinarti, conoscere e instaurare una relazione con quel potenziale partner. Spesso le occasioni e le persone ci sfuggono proprio perché non ci sentiamo in grado, non sappiamo come comportarci e cosa fare o perché siamo intimoriti da un rifiuto. I più grandi seduttori, Don Giovanni e Casanova, non avevano alcun problema a fare le loro conquiste ed utilizzavano delle tecniche di cui non hanno lasciato traccia ma che, sono facilmente replicabili, conoscendo sé stessi e le situazioni che abbiamo davanti.

Uomo e donna utilizzano segnali diversi per sedurre che nel tempo hanno subito evoluzioni e cambiamenti dovuti al contesto temporale e culturale. La donna ha mantenuto costanti nel tempo le sue strategie di seduzione ma ha modificato il suo atteggiamento verso la seduzione. Oggi la donna è più libera rispetto al passato e ciò le permette di entrare come protagonista nel gioco della seduzione. Prima la “subiva” mentre oggi è uno degli attori principali del gioco. Gli uomini invece o si si sentono i leader indiscussi e si buttano in campo senza demordere o seguono una strategia sbagliata indirizzandosi verso tutte e non concludendo nulla.

Altri ancora, uomini o donne che siano, non sanno reagire agli inviti del potenziale partner e si sentono troppo impacciati e timidi per tentare un approccio.

 

La seduzione è un processo che coinvolge il tuo essere e che ti porta ad avvicinare l’altro attraverso l’attrazione ed il corteggiamento, elementi che permettono di conquistare il partner.

Da dove cominciare allora? Da sé stessi!

 

Il primo passo per sedurre è il proprio io!

 

Possiamo sedurre il nostro potenziale partner soltanto se attingiamo alle nostre capacità, a quelle che già abbiamo e a quelle invece che sono più nascoste. La regola fondamentale è tirarle fuori con fiducia e usarle con determinazione.

 

REGOLA D’ORO NUMERO 1: ASPETTO FISICO

 

Molti credono che per conquistare un potenziale partner occorra innanzitutto essere belli (avere un fisico palestrato e ben scolpito, un bel viso…) e possedere dei beni materiali appariscenti e costosi, simbolo di ricchezza e denaro come l’auto, un elevato status sociale, abiti di marca…

Niente di più sbagliato. Se ci guardiamo in giro, vediamo molte coppie in cui la donna è bellissima e l’uomo meno e viceversa. Come mai?

La risposta è semplice…

 

La seduzione va oltre la bellezza estetica!

 

Non è necessario essere dei sex-symbol per sedurre. La seduzione parte da noi stessi, dal nostro io e dalle nostre capacità.

Certamente la prima impressione è molto importante ma questa non si basa solo sull’aspetto fisico, include anche il linguaggio del corpo, il contenuto della conversazione, l’umore e le interazioni sociali che intratteniamo.

Se non ci consideriamo delle “bellezze” ma abbiamo argomenti di conversazione interessanti, siamo in grado di suscitare allegria e buon umore all’interno della nostra cerchia allora abbiamo buone possibilità di poter conquistare un potenziale partner.

 

Chi è interessato ad avere una relazione sentimentale non valuta solo ed unicamente la bellezza estetica, è più interessato all’io, a come siamo e a chi siamo.

 

Inevitabilmente, con il tempo, il partner inizierà ad apprezzare le imperfezioni fisiche, le troverà carine e le amerà. Se infatti chiedessimo alle persone cosa apprezzano del loro partner pochi faranno un elenco di attributi fisici e molti parleranno di caratteristiche personali riguardanti la personalità (ad esempio la sensibilità, il carisma..).

 

REGOLA D’ORO NUMERO 2: PERSONALITA’

 

Messo da parte il nostro aspetto fisico ciò che conta davvero è la nostra personalità, l’insieme dei nostri valori e delle nostre credenze che determinano la nostra visone del mondo, la direzione verso cui procediamo. La personalità è la nostra identità che inevitabilmente comunichiamo agli altri attraverso parole e comportamenti.

La nostra personalità non è statica, è in continuo divenire, in evoluzione.

In primis dobbiamo avere consapevolezza di noi stessi ed essere in grado di sviluppare le nostre capacità nascoste, misurarci con l’io in divenire e coglierne le potenzialità per migliorare ai nostri occhi la nostra immagine ed avere una buona autostima. Se non ci apprezziamo, come pretendiamo che gli altri credano ed abbiano fiducia in noi?

Il potere personale che ognuno detiene, se usato sapientemente e nel modo giusto, porta a risultati positivi. Ad esempio, se abbiamo una buona autostima saremo in grado di trasmettere al potenziale partner un immagine positiva di noi stessi, la nostra unicità e il nostro valore che sicuramente farà breccia e l’avvicinerà spiritualmente a noi.

 

Ciò che cerchiamo nell’altro è la soddisfazione delle nostre esigenze emotive.

 

Se trasmettiamo fiducia, sicurezza e serenità, nel partner evocheremo tali stati d’animo e più facilmente si affiderà a noi.

La Seduzione: le mosse vincenti

“La seduzione: le mosse vincenti” è per tutti, per coloro che si sentono impacciati e per coloro che credono di essere dei gran seduttori al pari di Casanova e Don Giovanni.

In questo e-book troverai quanto serve per migliorare te stesso, le tue relazioni sociali e la tua vita.

Essere attraenti, carismatici, ricchi di fascino sono armi per sedurre e per conquistare un partner.

Se sei convinto di non averle non disperare, troverai tutte le migliori strategie per aumentare la tua autostima e per piacere non solo agli altri ma in primo luogo a te stesso.

Ricordiamoci che seduttori non si nasce. Seduttori si diventa. E i migliori maestri e i migliori motivatori di questo cambiamento siamo noi stessi. E’ da lì che bisogna partire! Il tuo Io è ricco di sfaccettature e di risorse cha aspettano solo di essere scoperte e sviluppate.

Questo libro, utile tanto agli uomini quanto alle donne, offre una visone particolareggiata di come funzionano le dinamiche sociali e il processo di seduzione. Grazie ad esempi e suggerimenti sono descritte tattiche facilmente applicabili alla vita di tutti i giorni e in tutti i contesti.

Sono prese in considerazione e analizzate diverse tematiche che ti permetteranno di migliorare il modo con cui ti approcci al mondo in generale e al partner in particolare, il tuo modo di comunicare e di usare il tuo corpo.

Le strategie descritte sono alla portata di tutti e facilmente applicabili, anche appena terminata la lettura. Che tu sia single o già impegnato in una relazione troverai spunti interessanti e pratici. Tutte le relazioni hanno bisogno di essere alimentate, le emozioni devono mantenersi vive e la seduzione è un processo che non si arresta, deve continuare, anche a distanza di tempo. Leggendo saprai ed imparerai come fare e come comportarti:

Durante la lettura, ti renderai conto di come è possibile conoscere te stesso e modificare alcuni abitudini o comportamenti che non ti piacciono o che per te rappresentano un limite. Riuscirai a capire come funziona la mente umana e ad agire su di essa per entrare in sintonia con le persone. Sarai in grado di rendere la tua comunicazione più efficace e soprattutto, acquisirai gli strumenti utili per conquistare e sedurre il partner dei tuoi sogni.

Nel corso della lettura dell’e-book, in modo semplice e diretto, acquisirai quelle capacità che piacciono, che rendono attraente e sicuri di sé.

La seduzione non è privilegio di pochi eletti, puoi impararla e metterla in pratica.

Imparerai a muoverti in tutte le fasi del processo di seduzione, dall’approccio al primo appuntamento, dal creare una relazione al mantenerla.

Questo diverrà per te un piccolo manuale utile in tutte le circostanze, una bibbia da tenere sul comodino e da risfogliare tutte le sere per assimilare i concetti e le competenze necessarie per avere successo nell’ambito sentimentale.

Alla fine del testo, avrai sicuramente chiaro come agire e potrai uscire e, a testa alta, avvicinare e sedurre qualsiasi persona senza paura e senza l’angoscia di un rifiuto.

Non mi resta che augurare buona lettura e…buone conquiste!