Seduzione – 5 Mosse Vincenti – Parte 2

REGOLA D’ORO NUMERO 3: DECIDERE DI SE’ STESSI

 

Parte delle convinzioni che abbiamo su noi stessi nascono da un evento cui abbiamo attribuito importanza, nel senso che, durante un particolare episodio siamo stati etichettati in un certo modo e da allora non abbiamo fatto altro che mettere in campo comportamenti che confermavano quella capacità o incapacità attribuitaci. Ad esempio se, dall’infanzia ci hanno definito come una persona introversa, col passare del tempo ce ne siamo così convinti da assumere comportamenti che confermano tale etichetta. Se pensiamo di essere timidi avremo comportamenti di chiusura, parleremo poco, non interagiremo, staremo in disparte senza buttarci nella mischia. Oppure ancora, se crediamo di essere ottimi cuochi, passeremo molto tempo in cucina, organizzeremo cene, frequenteremo corsi, compreremo libri. Questi esempi dimostrano come, con i comportamenti, assecondiamo e rafforziamo le convinzioni che abbiamo su noi stessi, siano esse frutto dell’influenza altrui o delle nostre credenze.

Naturalmente, il modo in cui gli altri ci vedono influenza la visione che abbiamo di noi stessi e, di conseguenza, le nostre convinzioni determinano le nostre azioni e i risultati che ne conseguono.

Quello che dobbiamo fare è vederci con occhi diversi, con i nostri occhi, senza lasciarci influenzare dagli altri.

Noi siamo quello che decidiamo di essere!

 

Essendo esseri umani siamo in grado di cambiare, di imparare. L’essere in un modo o in un altro dipende solo da noi, da ciò che desideriamo per noi stessi. Se vogliamo essere estroversi, socievoli, seduttori, carismatici, magnetici possiamo esserlo.

Come fare?

  • Ripeschiamo dalla memoria, ricordi e situazioni in cui abbiamo mostrato la capacità che ci interessa. Già averla messa in atto significa che è in noi e dobbiamo solo svilupparla.
  • Mentalmente proiettiamoci in situazioni in cui è richiesta tale capacità. Mettiamo a punto comportamenti idonei e coerenti con essa.
  • Alleniamoci ogni giorno alla flessibilità, all’elasticità mentale e comportamentale.

In tal modo, le nostre nuove credenze porteranno lo sviluppo di risorse che avevamo e tenevamo nascoste. Le nuove risorse genereranno azioni che andranno a confermare la nostra nuova credenza.

Saremo quindi la persona che volevamo essere e anche gli altri riconosceranno in noi la capacità sviluppata!

 

Per cambiare dobbiamo partire dalle convinzioni non dai comportamenti!

 

Se decidiamo di essere dei buoni seduttori, ogni volta col partner daremo il nostro meglio, seguiremo i consigli e le regole offerti da questo libro, non ci lasceremo sfuggire le opportunità, cercheremo di raggiungere l’obiettivo e diventeremo degli ottimi seduttori ai nostri occhi e a quegli degli altri.

 

REGOLA D’ORO NUMERO 4: STATI D’ANIMO

 

Per conquistare una persona, dobbiamo essere in grado di capire le sue esigenze emotive e di soddisfarle. Facciamo un esempio. Se un potenziale partner cerca soltanto una notte di sesso non sarà difficile accontentare le sue esigenze, legate puramente a fattori fisici e istintivi. Ma se invece, il partner è alla ricerca di una relazione stabile e duratura certamente nell’altro cercherà elementi che vadano oltre l’aspetto sessuale.

Dobbiamo quindi, essere in grado di capire cosa cerca l’altro, quali sono i suoi stati d’animo ed agire su di essi e sui fattori che lo influenzano. Per farlo è necessario comprendere quale immagine di sé ha il potenziale partner e modellare il nostro comportamento.

Mettiamo il caso che alla persona che ci piace è morto il cane. Sicuramente sarà triste e quando le chiediamo di uscire per un gelato la sua risposta sarà negativa. Sdrammatizziamo, facciamole sentire il nostro sostegno e la nostra vicinanza, modifichiamo il suo stato d’animo. Utilizziamo parole che evocano emozioni e ricordi più piacevoli, dalla tristezza consentiamole di passare ad uno stato d’animo positivo e, di certo, alla seconda proposta di andare a prendere un gelato accetterà.

 

Nel partner cerchiamo tutti un rapporto empatico!

 

Le storie di una notte, senza significato, interessano poco. Ciò che importa a gran parte delle persone è un rapporto durevole e significativo, la costruzione di un rapporto basato sulla vicinanza, la comprensione ed il sostegno. Ciò può nascere solo tramite l’empatia, sentirsi simili e in sintonia.

Come modificare gli stati d’animo altrui?

Nella mente di ognuno sono immagazzinati ricordi ed esperienze a livello conscio ed inconscio. Attraverso gli stimoli giusti dobbiamo evocarli e farli emergere. Di seguito ci sono alcune tecniche utili ad influenzare lo stato d’animo altrui.

  • Parole magiche e domande evocative: attivano immediatamente un processo inconscio e sono legate ad emozioni forti. Entrambe quindi rievocano stati d’animo intensamente emozionali. Ad esempio, possiamo chiedere “Sai quando ti trovi a tuo agio? Ti è mai capitato di innamorarti al primo sguardo? Come ti senti quando sei innamorato”. Queste domande portano il partner ad accedere allo stato d’animo che desideriamo evocare.
  • Domande nascoste: più che domande sono delle affermazioni vaghe che stimolano una risposta a livello inconscio. Ad esempio possiamo dire “Sono curioso di sapere se sai quanto appari rilassato e a tuo agio”, “Immagino che ti sarà successo di provare una sensazione di benessere in compagnia di qualcuno”.
  • Domande retoriche: sono domande a cui generalmente non si risponde con un si o un no. Dietro alla forma interrogativa c’è un comando diretto. Ad esempio “Ti andrebbe di sedere accanto a me? Ti dispiacerebbe tenermi la borsa?”.
  • Comandi negativi: attraverso la negazione possiamo suscitare nell’altro delle immagini e delle suggestioni che vanno a nostro favore. Ad esempio se io chiedo al mio partner di non immaginare una casa di campagna con un grande prato sul retro dove ci sono dei cavalli, lui immediatamente visualizzerà l’immagine nella sua testa. Attraverso la negazione generiamo un comando, possiamo portare l’altro a vedere o vivere uno stato d’animo.

Questi meccanismi, che spesso utilizziamo anche senza esserne consapevoli permettono di evocare stati d’animo o comportamenti che desideriamo nell’altro, consentono all’altro di immaginare la condizione che descriviamo ed eliminano le resistenze.

REGOLA D’ORO NUMERO 5: COMUNICAZIONE

 

Attraverso la comunicazione riusciamo a trasmettere all’altro chi siamo e cosa vogliamo.

Il linguaggio è il nostro complice per capire chi abbiamo davanti e instaurare un rapporto, sia esso di natura sentimentale che amicale.

Come abbiamo già detto, elemento fondamentale della seduzione è migliorare le condizioni emotive degli altri, standogli accanto e sostenendoli. In tal modo il legame si rafforza e diventeremo una persona importante nella vita dell’altro.

Durante le nostre conversazioni non devono mancare termini positivi, legati ad emozioni forti, come amore, serenità o fiducia. Tali parole vanno ripetute più volte affinché il partner possa accedere alle sensazioni e ai ricordi positivi e così facendo porsi in uno stato mentale sereno e positivo che influenza le successive decisioni.

La comunicazione non è solo verbale e in quanto tale dobbiamo prestare attenzione ai segnali lanciati dal nostro corpo. In primis, i due tipi di linguaggi non devono essere in contrasto tra di loro. Non possiamo affermare di essere delle persone serie ed affidabile se mentre lo diciamo scuotiamo il capo o siamo sbronzi.

 

I messaggi che inviamo devono essere congruenti!

 

In secondo luogo, dobbiamo imparare a leggere la comunicazione non verbale del partner e usare il nostro corpo in modo naturale e al contempo attraente.

Buona parte della comunicazione è non verbale (postura, gesti) o para-verbale (tono della voce…) per questo bisogna fare attenzione a come si usa il corpo e ai segnali che inviamo e che ci vengono inviati. Se ad esempio, siamo in un bar e stiamo parlando con una persona che ci attrae, dobbiamo mostrarci, sia verbalmente che non, positivi, allegri e solari, modulare il tono della voce, avere una gestualità appropriata, guardare la persona negli occhi. Trasmettendo messaggi verbali e non verbali coerenti avremo buone possibilità di rivedere l’altro.

Ricordiamo che la seduzione è armonia sia nella voce che nei movimenti: voce bassa e profonda, parlare lentamente e chiaro, gesti morbidi e contatti delicati ma sicuri.

 

Integriamo quanto detto finora con dei consigli pratici.

 

CONSIGLIO NUMERO 1: MASCHERE

 

L’aspetto fisico non è importante e gli abiti fanno e non fanno il monaco. Nel senso che non dobbiamo abbigliarci come se fossimo ad una festa di carnevale, rischieremmo non solo di suscitare ilarità e attenzione negativa ma non ci sentiremmo nemmeno a nostro agio.

Bisogna sempre curarsi (in primis per sé stessi) ed essere presentabili ma in linea con la nostra personalità. Se siamo delle donne  riservate e discrete è poco consigliato indossare abiti con spacchi e scollature vertiginose. Stessa cosa dicasi per gli uomini. Avete mai visto un uomo riservato avvolto in un boa di struzzo?

Un abbigliamento non troppo appariscente ma elegante e sobrio farà sempre una buona impressione, basta utilizzare solo qualche piccolo elemento che attiri l’attenzione.

 

I nostri abiti rispecchiano noi stessi!

 

CONSIGLIO NUMERO 2: FINZIONE

 

Non conviene far finta di essere chi in realtà non si è. Quando ci sforziamo di mostrare agli altri un’immagine di noi che non ci corrisponde, questa cade subito alla prima difficoltà. Fatichiamo a  recitare una parte che non ci appartiene.

 

La vera seduzione risiede proprio nell’essere sé stessi.

 

CONSIGLIO NUMERO 3: NON MONOLOGHIAMO

 

Per suscitare interesse in una persona dobbiamo dare un assaggio di noi stessi. Questo significa che non dobbiamo monopolizzare la conversazione raccontando in tutto e per tutto chi siamo e cosa vogliamo. Occorre mantenere viva l’attenzione dell’altro. Prendere il proprio spazio, offrire squarci interessanti sulla propria vita e lasciare un alone di mistero che susciti interesse e curiosità.

 

CONSIGLIO NUMERO 4: EMPATIA

 

Per agire sullo stato d’animo del partner e avvicinarci a lui spiritualmente, occorre spostare il focus dell’attenzione e dell’osservazione da noi stesso all’altro. L’empatia ci consenta di metterci nei panni dell’altro e immedesimarci nel suo punto di vista. Questo è possibile solo se riusciamo a capire e ad ascoltare in modo attivo, soddisfacendo il bisogno di comprensione altrui e riuscendo ad anticipare le sue emozioni e le sue reazioni.

 

CONSIGLIO NUMERO 5: LINGUAGGIO

 

Come anticipato tutto è comunicazione e il nostro corpo parla molto più delle nostre parole.

Quando siamo con il potenziale partner e stiamo conversando è indispensabile guardarlo negli occhi; fare cenni di assenso per sottolineare il nostro ascolto e la nostra partecipazione a quanto sta dicendo; parafrasare alcuni concetti quindi, ripeterli dimostrando attenzione e verificandone la loro comprensione; astenersi dal giudicare, i giudizi anche se positivi o costruttivi possono essere percepiti come un attacco o una critica.

 

CONSIGLIO NUMERO 6: RAPPORTO PARITARIO

 

Il partner vuole sentirsi unico e speciale, non superiore. Vuole un rapporto paritario in cui l’altro non si senta e non adotti comportamenti inferiori che ai suoi occhi risultano indice di una basse autostima. Gli atteggiamenti di inferiorità possono diventare sinonimo di “zerbinaggio” e il partner ne potrebbe approfittare chiedendo favori e sfruttando la situazione.

 

CONSIGLIO NUMERO 7: IMPARARE DAI PROPRI ERRORI

 

Non sempre ciò che intraprendiamo porta al risultato sperato, all’obiettivo che ci eravamo prefissati ma questo non deve demoralizzarci. Avere una relazione con un partner significa condividere e costruire con lui momenti e emozioni significative, crescere insieme.

Non tutte le relazioni resistono al tempo e ai problemi e non tutti i tentativi di seduzione vanno a buon fine ma bisogna imparare dalle proprie esperienze per non commettere nel futuro gli stessi errori. Guardiamo ai nostri sbagli come uno stimolo piuttosto che come a un fallimento. Sono proprio i nostri sbagli a rafforzare la nostra identità, a farci crescere e a spingerci verso il miglioramento.

 

Il successo nasce sempre da un fallimento!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In sintesi:

 

  • Seduttori si diventa. Nella vita possiamo essere ciò che desideriamo. Modificando le nostre convinzioni possiamo sviluppare nuove risorse e nuove capacità in grado di influenzare i nostri comportamenti, la nostra autostima e la visione che gli altri hanno di noi.
  • Per sedurre o essere sedotti l’aspetto fisico passa in secondo piano. Quando le persone sono alla ricerca di un rapporto sentimentale, sono interessate all’essenza della persona, non all’estetica.
  • Diamo spazio alla comprensione e all’ascolto attivo per creare un rapporto empatico in cui ognuno riesca a porsi nei panni dell’altro. L’empatia rafforza i legami e agli occhi dell’altro diventiamo una persona importante da cui ricevere (e anche dare) sostegno, comprensione e vicinanza.
  • Tutto parla. I nostri gesti, lo sguardo, la postura… Osserviamoci allo specchio, proviamo a dialogare con noi stessi e modifichiamo il linguaggio non verbale e para- verbale che denota chiusura, insicurezza, negatività. Dosiamo la gestualità, guardiamo sempre negli occhi il nostro interlocutore.
  • Durante le interazioni seguiamo il paradigma O.N.B.R.A.:

Opportunità (cogliamo le situazioni e sfruttiamole a nostro vantaggio per raggiungere l’obiettivo);
Narrazione (volta all’immedesimazione degli attori nei racconti e nelle esperienze altrui);

Buonumore (mantenere un atteggiamento positivo e allegro);

Rievocazione (rievocare nel partner stati d’animi produttivi);

Ascolto (siamo partecipi attivamente ed emotivamente quando ascoltiamo il partner);

  • Non fingiamo, attraverso l’abbigliamento, i comportamenti e la gestualità, di essere chi non siamo. Essere sé stessi, accettarsi e apprezzarsi sono i principi cardine da cui partire per piacere anche agli altri e conquistarli;
  • Non lasciamo che i nostri errori ci limitino. Usiamoli come base per osservare noi stessi e migliorarci.